Sabato, 04 Luglio, 2020

Mattarella a Bergamo: "Qui c'è l'Italia che ha sofferto"

Coronavirus, Mattarella: “Bergamo cuore dell’Italia ferita. Strada ripartenza in salita” Mattarella a Bergamo: «Qui c'è l'Italia ferita. Il Paese si inchina»
Evandro Fare | 28 Giugno, 2020, 23:35

"La strada della ripartenza è stretta e in salita". Nel giorno del 40esimo anniversario della strage, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invita le istituzioni, italiane ed estere, a perseguire nella ricerca di una verità: tutt'oggi restano molte ombre sulle cause dell'incidente che portò il volo Itavia IH870, partito da Bologna, a precipitare prima di raggiungere Palermo.

"Qui a Bergamo, questa sera, c'è l'Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto".

E conclude: "Da quanto avvenuto dobbiamo uscire guardando avanti con la volontà di ricostruire che hanno avuto generazioni prima della nostra". Mattarella, accompagnato dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori e dal Governatore lombardo Attilio Fontana, poco prima dell'inizio del Requiem ha visitato il cimitero e ha deposto una corona sulla lapide, davanti alla Chiesa di Ognissanti, su cui è incisa una preghiera in forma di poesia di Ernesto Olivero, fondatore del Servizio missionario giovani. "La mia partecipazione vuole testimoniare la vicinanza della Repubblica ai cittadini di questa terra così duramente colpita".

Questi mesi, sottolinea il Presidente "ci hanno cambiato, hanno cambiato relazioni, esistenze, abitudini. Mi auguro si arrivi presto ad una definizione necessaria ad accertare i fatti e contribuire a fare quella chiarezza che l'Italia intera reclama". Senza cedere alla tentazione illusoria di mettere tra parentesi questi mesi drammatici per riprendere come prima - ha continuato il Capo dello Stato -.

Significa fare attenzione alle carenze di sistema, ciò che non ha funzionato. La straordinaria disponibilità e umanità di medici, infermieri, personale sanitario, pubblici amministratori, donne e uomini della Protezione civile, militari, Forze dell'Ordine, volontari. Vanno ringraziati: "oggi e in futuro". "Il destino di tante persone e delle loro famiglie - ha detto Mattarella - è cambiato all'improvviso. Vite e affetti strappati, spesso senza un ultimo abbraccio, senza l'ultimo saluto, senza poter stringere la mano di un familiare". "Cronache di un dolore che hanno toccato la coscienza e la sensibilità di tutto il Paese ma che, per chi le ha vissute personalmente, rappresentano cicatrici indelebili". "Dire che, d'ora in poi, la nostra vita non sarà come prima non è la ripetizione di un luogo comune". Perché ci mancheranno persone care.

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