Sabato, 08 Agosto, 2020

Attivavano servizi a pagamento senza consenso, perquisizioni a Windtre. Undici indagati

Truffe cellulari è allarme perquisita la sede di WINDTRE. Cosa sta succedendo Truffe nei servizi a pagamento su cellulari; perquisita la sede di Wind-Tre
Bortolo Musarra | 05 Luglio, 2020, 09:38

Indagine sulle truffe nell'attivazione dei servizi a pagamento sui telefoni cellulari, perquisita sede legale di Wind-Tre nel Milanese.

Da Milano arriva la notizia di una perquisizione della sede di WINDTRE a Rho ad opera della Guardia di Finanza e su ordine della Procura della Repubblica di Milano.

Sono tre dirigenti WINDTRE che in concorso tra loro insieme ad altre 8 persone sono indagati per truffa agli utenti: si parla di un business illegale da milioni di euro e con diverse opportunità di guadagno proprio attraverso l'attivazione di servizi a pagamento sulle connessioni mobile degli utenti. La tecnologia utilizzata si inseriva anche nello "scambio di dati tra macchine" (il cosiddetto "machine to machine", m2m) e non necessitava di alcun consenso da parte degli utenti. Una truffa per tutti gli utenti che si vedevano costi per servizi mai attivati e quindi mai richiesti.

Il procuratore Greco, nel corso della conferenza stampa, ha affermato riferendosi ai principali gestori telefonici: "Serve una responsabilizzazione delle piattaforme digitali usate dalle società multiutility che permette a queste situazioni di proliferare altrimenti si crea una asimmetria di potere tra gli enormi agglomerati economico finanziari e i cittadini che diventano in questo modo oggetto delle peggiori scorrerie".

I reati contestati su cui indaga la dalla Procura sono la frode informatica ai danni dei consumatori, l'intrusione abusiva a sistema telematico e la tentata estorsione contrattuale. Attualmente sono undici le persone indagate mentre 12 sono i milioni di euro già sottoposti a sequestro preventivo.

Gli inquirenti hanno inoltre inviato una lettera informativa all'Agcom in relazione agli operatori Wind, Vodafone e Tim, così da fare interrompere il meccanismo fraudolento delle attivazioni inconsapevoli mediante l'inibizione preventiva per l'acquisto dei servizi VAS attivabili sulle Sim di ciascun operatore telefonico. A coordinare le indagini il sostituto procuratore Francesco Cajani.

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