Sabato, 08 Agosto, 2020

Coronavirus, chiuso un negozio di ottica: positiva una famiglia

Emergenza coronavirus, a Roma sospesa attività negozio di ottica. Legami con tre persone positive Roma, non sa di essere positiva al Coronavirus e lo scopre mentre partorisce
Moreno Priola | 28 Luglio, 2020, 20:05

Accanto al primo nome, Beatrice, la neomamma ha deciso di metterne anche un secondo, Vittoria, per ricordare le particolari circostanze con cui è venuta alla luce e "perché - come ha affermato Pamela - questa è la più grande vittoria della mia vita". Insieme alla tua mamma siete state tra le prime donne nell'Occidente a ricevere a Mantova il trattamento con il plasma: allora era sperimentale ma oggi è diventato un metodo di cura. Il giorno successivo al ricovero, che risale al 9 aprile, il peggioramento.

Un percorso di guarigione lungo che Pamela ha vissuto con l'angoscia per la gravidanza in corso e per la figlia non ancora nata: "Non pensavo di arrivare fino in fondo - il racconto della neo mamma - la piccola avrebbe potuto nascere pretermine, come la sorellina".

Le cure al plasma effettuate su altri pazienti, hanno dichiarato i medici, si sono rivelate promettenti, purché eseguite in tempo, ma quella di adoperarle su una donna in gravidanza non è stata sicuramente una decisione semplice. "La vita vince sempre".

Il responsabile dell'Attività di patologia prenatale e della gravidanza Gianpaolo Grisolia annuncia soddisfatto a Pamela che è quasi pronta per tornare a casa, ricordando i momenti critici della malattia: "Il parto è andato bene, è stato abbastanza rapido, con un travaglio spontaneo". I neonatologi hanno confermato le buone condizioni della bambina. "Abbiamo osservato che questo tipo di terapia, somministrata al momento opportuno, può preservare sia la mamma che il feto".

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