Mercoledì, 05 Agosto, 2020

Crisanti contro Zaia: Ordinanze non servono

Covid-19, focolaio in un'azienda del Basso Vicentino. Positiva una famiglia nell'Alto Vicentino Manduria, Emiliano e Zaia insieme per un brindisi alla festa di Bruno Vespa
Moreno Priola | 05 Luglio, 2020, 09:38

L'episodio, come ha riferito ieri il governatore Luca Zaia, ha portato il Veneto da un rischio basso a un rischio elevato, causando l'impennata dell'indice Rt (indice che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva) della nostra Regione da 0,43 a 1,63. "Dovremo parlare di postumi di coronavirus, encefaliti, miocarditi, insufficienze renali, perdita della mobilità, è un virus che fa male, state preparando la cura per il neonato quando tornerà forte non ce ne sarà più per nessuno", ha concluso. "Il virus ce lo siamo andati a prendere in Serbia e ce lo siamo portati a casa" ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del consueto punto stampa.

"Zaia si avvale in questo momento di due esperti - continua Crisanti - uno che coordina tutti i laboratori di microbiologia del Veneto, e l'altro che è il suo virologo di fiducia. Io non l'ho visto, perché c'era tantissima gente, ma mia madre, che alla fine della cerimonia gli ha stretto la mano per accogliere le sue condoglianze, ha già fatto un tampone, per fortuna risultato negativo, e presto ne dovrà fare un secondo di controllo". Ma, oltre ad aver rifiutato il ricovero, si è anche astenuto dalla quarantena indicata dai medici, continuando a frequentare persone per lavoro e partecipando a una festa privata e a un funerale. Abbiamo le armi spuntate, fosse per me prevederei la carcerazione.

Il nuovi contagi nella regione si sono diffusi in seguito al viaggio di un dirigente della Laserjet srl di Pojana Maggiore, nel vicentino, che assieme a tre dipendenti si è recato in macchina in Serbia per lavoro. Come non può essere che sia il paziente a decidere, se rifiuta il ricovero deve esserci la possibilità di sottoporlo a trattamento sanitario obbligatorio. "Quello che è accaduto, è gravissimo". Il governatore ha poi reso noto che nella giornata di domani si terrà una conferenza alle ore 12,30.

Fa paura il focolaio veneto importato dalla Serbia e generato da un imprenditore vicentino di ritorno dal paese balcanico.

"Qui si parla di vite umane, non di divieti di sosta".

L'obiettivo: valutare eventuali profili di colpevolezza da parte dell'uomo che, pur sapendo di essere positivo, ha diffuso il contagio.

L'ultimo caso, presso l'Ulss 6 Euganea, riguarda una paziente che si è presentata al Pronto soccorso di Schiavonia il 29 giugno, dichiarando di aver avuto contatti con il 'paziente zero'.

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