Mercoledì, 05 Agosto, 2020

Piero Chiambretti: il Covid mi ha sconvolto, poi la drastica decisione

Piero Chiambretti, progetti incerti a Mediaset: “Non so se tornerò” Piero Chiambretti addio: i fan sono disperati, ma la decisione è irreversibile
Calogero Calderone | 04 Luglio, 2020, 04:23

I suoi fans sono rimasti di giaccio a questa notizia e in tanti hanno inondato il web di domande e, sorattutto di richieste di cambiare idea e di non lasciare la tv italiana orfana di un personaggio così originale. Il presentatore ha poi detto che non sa se tornerà in televisione e che non ha ancora parlato con Mediaset per i suoi programmi della prossima stagione.

Piero Chiambretti ha fatto un annuncio ufficiale ed i fan sono disperati: il conduttore ha ufficialmente detto addio alla tv, ecco il motivo.

Piero Chiambretti ha vissuto un momento davvero difficilissimo, un dramma immenso per chi, come lui, è una persona davvero sensibile e che ha passato un periodo difficilissimo nel quale, come purtroppo tantissime altre persone, ha perso una delle donne più importanti della sua vita a cui era legatissimo. "Non lascio la tv anzi raddoppio mi tengo anche il frigo". "Assurdo tutto ciò che si racconta in giro sulla sanità pubblica", ha chiosato, ricordando quante vite sono state salvate grazie agli operatori ospedalieri. "Mi piacerebbe fare qualcosa che non ho mai fatto prima, di diverso". Gli è stato chiesto di scrivere un libro su quella terribile esperienza, ma lui schivo com'è ha rifiutato: "Non amo rendere pubblico quello che è privato". Si dice sempre che loro saranno i grandi di domani, ma molte volte sono già i grandi di oggi. "Dietro quelle due settimane in ospedale - ha aggiunto - ci sono la malattia, la morte di mia madre, il senso della vita che è cambiato, il ripensamento delle mie scelte professionali".

L'idea di massima sarebbe questa, ma è riuscito a scherzarci su: "La televisione è peggio del calcio, tutti i giorni si cambia idea".

Chiambretti è tornato sui drammatici giorni di marzo in cui fu ricoverato all'ospedale Mauriziano di Torino (in cui è stato di recente per prendere parte a una celebrazione laica in onore delle vittime di Covid-19). E' stata un'esperienza troppo personale, troppo dolorosa per farla diventare un fenomeno da baraccone.

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