Domenica, 20 Settembre, 2020

Renzi: "Sì all'autorizzazione a processare Salvini, non abbiamo cambiato idea"

Il Senato concede l'autorizzazione a procedere: Matteo Salvini a processo per il caso Open Arms Open Arms, il Senato autorizza il processo a Salvini
Calogero Calderone | 05 Agosto, 2020, 07:12

"O li hanno mandati con un piccione viaggiatore all'ufficio sbagliato o non c'è nulla", ha aggiunto tornando sulle polemiche tra lui e il premier Conte in merito alla mancata consegna della documentazione richiesta sulla vicenda Open Arms.

Non è certamente una novità, ma anche sulla vicenda in questione i pentastellati si sono divisi: da una parte quelli presenti al tavolo della trattativa chiedono il processo penale; dall'altra c'è chi vuole che rimangano fermamente le multe amministrative. Si può proteggere l'Italia senza opporre sicurezza e umanità.

Ripete quanto detto in aula: "Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso".

Ci auguriamo che l'assemblea legislativa che compone il Parlamento italiano abbia scelto oggi di accertare la verità e le eventuali responsabilità di un ministro, non per scopi politici, ma per dare un segnale definitivo e inequivocabile, per affermare che le istituzioni democratiche di ogni paese liberale esistono per tutelare i principi su cui sono fondate, principi da cui non possono e non vogliono derogare a nessun costo. Certamente nessuno. Quando però l'errore è pesante e avviene in diretta televisiva nazionale sulla tv di Stato ci si mette forse un po' di tempo in più a dimenticarlo. Salvini, anzi si leva parecchi sassolini dalla scarpa e lo fa diffondendo un video dell'ex ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, una dichiarazione fatta quando Lega e Cinquestelle erano unitamente e d'accordo al governo.

E sembra un déjà-vu se consideriamo che l'operato di Salvini, più volte nel mirino della magistratura, giunge, per la terza volta, in Senato. In particolare di 131 migranti a bordo della nave bloccata fra Catania e Augusta nel luglio del 2018. Alla fine venne consentito loro l'approdo. Con lo strumento democratico della raccolta firme vogliamo far sentire la voce di questa Italia contro un governo sordo al grido disperato della maggioranza degli italiani. Per questo specifico cIl Senato aveva dato già l'autorizzazione a procedere. Era tutto concordato e condiviso. Il portavoce Riccardo Gatti, sul profilo Facebook della Ong, ha espresso un pensiero sull'evoluzione della vicenda a livello parlamentare, manifestando una certa soddisfazione per l'evoluzione delle cose.

Per il caso Gregoretti, il 20 febbraio scorso, i 5 Stelle votarono a favore.

"È proprio di ora il risultato, non è passata l'autorizzazione a procedere..."

Nel frattempo gli equilibri politici in Italia erano cambiati.

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