Sabato, 08 Agosto, 2020

Zuckerberg, Bezos & co. sulla graticola al Congresso

I Big Tech alla sbarra al Congresso: Zuckerberg imbarazzato la scivolata di Bezos Il giorno successivo alla griglia del Congresso, le grandi scorte tecnologiche aggiungono $ 250 miliardi
Quartilla Lauricella | 01 Agosto, 2020, 16:33

Washington - Sono i quattro uomini più potenti di quella Silcon Valley e di quella West Coast americana avanguardia mondiale della tecnologia. Zuckerberg spiegherà inoltre che Facebook ha ancora del lavoro da fare per combattere la disinformazione e l'interferenza con il voto: "Riconosciamo che abbiamo la responsabilità di fermare coloro che cercano di interferire o mettere in pericolo il" confronto negli Stati Uniti "attraverso disinformazione o discorsi che incitano all'odio e alla violenza", afferma Zuckerberg, secondo le anticipazioni riportate dal Politico. Certamente la fine della globalizzazione sostituita dalla tenaglia USA-Cina non contribuisce a rasserenare il clima delle relazioni internazionali: si ha la parvenza di una escalation che il mondo del digitale può favorire: molto di quanto accade passa sopra le nostre teste e si ha l'impressione che si tratti di qualcosa di talmente grosso e pervasivo da condizionare i destini del pianeta. Il fondatore del colosso del commercio elettronico ripercorrerà la sua storia e la storia di Amazon.

Uno dei motivi per cui l'U.E. ha trovato un faticoso accordo sul Recovery Fund è proprio quello di ricompattare strategie comunitarie che ci evitino di rimanere isolati economicamente dal mondo o di essere stritolati in questa ganascia letale tra le due superpotenze. E poi i rapporti con la Cina, con Apple ad esempio che assembla gran parte dei suoi prodotti nel Paese asiatico.

Bezos non è mai comparso davanti al Congresso e l'audizione di oggi rappresenta la prima occasione nella quale i capi delle quattro grandi aziende appariranno insieme per rispondere alle domande dei parlamentari. Politicamente, potrebbero rafforzare i sospetti che la crescita dei fornitori di tecnologia degli Stati Uniti sia stata scardinata.

I giganti di Internet sono sempre più sotto la luce dei riflettori del Congresso Usa, chiamato a valutare eventuali abusi che derivano dalle loro posizioni dominanti sul mercato.

Bezos, Zuckerberg, Cook e Pichai - interpretando alla perfezione il loro ruolo (non poteva essere altrimenti) - hanno negato qualsiasi pratica scorretta da parte delle aziende da loro rappresentate di fronte alle accuse mosse di volta in volta, arrivando a negare l'evidenza, per niente turbati dal fatto di cadere nel ridicolo. Questo vale soprattutto per Bezos, mentre Cook deve invece difendere Cupertino dall'accusa di usare il pugno duro sull'App Store per bloccare i rivali e costringere le app a pagare elevate commissioni. "Crediamo nella democrazia, nella libertà di espressione, nella competizione e nell'inclusione su cui si basa l'economia americana", spiega Zuckerberg basandosi sul testo del discorso che pronuncerà. Senza contare le critiche piovute per la cattiva informazione sulle loro piattaforme.

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