Lunedi, 19 Ottobre, 2020

Gran Bretagna: ‘Un nuovo lockdown non è escluso’

Johnson Coronavirus, Johnson: “Seconda ondata sta arrivando”
Evandro Fare | 20 Settembre, 2020, 01:36

Negli ultimi giorni il Regno Unito ha subito un'impennata dei contagi che ha visto ieri registrare oltre 4 mila nuovi casi a livello nazionale.

Se nono si riesce ad appiattire la curva dei contagi filtra la notizia che il governo di Boris Johnson è pronto a far scattare un nuovo lockdown su base nazionale, inclusa la raccomandazione a lavorare sempre da casa.

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 18 settembre le restrizioni da lockdown parziale locale nel Regno Unito si sono estese. Dalla mezzanotte, infatti, sono entrati in vigore i provvedimenti relativi a circa 2 milioni di abitanti del nordest dell'Inghilterra: non potranno avere contatti con altri nuclei familiari e dovranno rispettare il coprifuoco fissato per le 22. "Prenderemo in considerazione alcune delle misure che sono già state imposte in altre parti del Regno Unito", ha affermato. Cosi Clifford Longley, consulente del settimanale cattolico "Tablet", ex corrispondente religioso del "Times" e del "Daily Telegraph", commenta per il Sir l'aggravarsi della pandemia in Gran Bretagna dove, ormai, quasi dieci milioni di persone sono in lockdown locali in varie zone del Paese e il ministro della Sanità Matt Hancock ha anticipato una possibile nuova quarantena nazionale a metà ottobre. Allo stesso tempo, ha sottolineato, i lockdown nazionali possono "mantenere le persone al sicuro". Il governo "farà quello che serve per garantire la sicurezza delle persone", ha dichiarato. Una sorta di cordone sanitario interpretato dai vertici del potere politico come "l'ultima linea di difesa" da adottare se necessario.

In totale, sommando queste aree a quelle già inserite nel giro di vite in vigore da oggi a Newcastle, Sunderland e dintorni, nonché da alcune settimane a Leicester, Birmingham, Bolton e alcune aree di Scozia e Galles, le persone coinvolte nella stretta sono 15 milioni secondo la Bbc.

Un nuovo lockdown "E' l'ultima cosa che vogliamo", ha aggiunto. "Ora occorre tamponare chi ne ha bisogno - spiega il virologo - se ci sono realtà dove scoppiano focolai si può intervenire con inasprimento delle misure di controllo e di contenimento".

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