Lunedi, 19 Ottobre, 2020

"Navalny è stato avvelenato in albergo": l’ipotesi sul caso del dissidente russo

Navalny avvelenato in hotel e non in aeroporto "Il nervino era nella bottiglietta"
Evandro Fare | 20 Settembre, 2020, 03:28

Il leader dell'opposizione russo Alexei Navalny è stato avvelenato con una bottiglia d'acqua nella sua stanza d'hotel nella città siberiana di Tomsk, e non in aeroporto. "Lottando per i diritti umani nel nostro Paese, per i diritti politici ed economici, per il diritto di voto e per la giustizia, Navalny sta dando un contributo alla lotta globale per questi ideali che sta affrontando tempi difficili", ha spiegato Yerofeyev alla tv russa indipendente Dozhd, senza entrare nel dettagli di chi ha proposta la sua candidatura. Due settimane dopo, "è stato nella bottiglia da Tomsk che il laboratorio tedesco ha trovato tracce di Novichok", hanno spiegato i collaboratori dell'oppositore.

Liubov Sobol, una delle più strette alleate di Navalny, sottolinea però che le tracce di Novichok sulla bottiglia non comportano automaticamente che il blogger anticorruzione "sia stato avvelenato proprio con la bottiglia d'acqua", mentre uno dei "padri" del Novichok, lo scienziato Vladimir Uglev, supone che Navalny sia sopravvissuto perché è entrato in contatto con la tossina solo attraverso la pelle. "Si è deciso di raccogliere tutto ciò che poteva anche essere ipoteticamente utile e di consegnarlo ai medici in Germania".

Gli stessi risultati sono stati confermati anche da laboratori francesi e svedesi. Solo l'atterraggio di emergenza messo in atto dal pilota del velivolo ha salvato la vita al dissidente. I medici tedeschi sostengono l'avvelenamento da Novichok, gas nervino letale sviluppato tra gli anni '70 e '80 in Unione Sovietica. Il Parlamento Ue chiede inoltre un'indagine internazionale sul caso e sulle presunte violazioni da parte della Russia del divieto di usare armi chimiche. Ma Mosca finora ha negato qualunque tipo di responsabilità in relazione al malore del dissidente, e ha escluso l'apertura di un'inchiesta sul caso, dichiarando che nessun indizio a sostegno del presunto avvelenamento è stato trovato dagli inquirenti. Un funzionario presso l'Onu ha avanzato una tesi complottista per colpire Mosca che ha chiesto di poter interrogare l'oppositore in Germania.

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