Lunedi, 19 Ottobre, 2020

Caucaso, secondo giorno di guerra sul campo in Nagorno-Karabakh. Il video

Scontri tra Azerbaigian e Armenia cosa sta accadendo Conflitto Armenia-Azerbaigian: morti almeno 32 separatisti armeni
Evandro Fare | 01 Ottobre, 2020, 06:28

Baku ordina la mobilitazione. Il calciatore della Roma, stella della nazionale armena, ha lanciato un messaggio importante sul proprio profilo Instagram: "Molti scontri importanti stanno andando avanti per il Nagorno Karabakh, con tante vittime da entrambe le parti". "In diverse occasioni - ricorda l'Ambasciatore - il presidente azero (Ilham Aliyev, ndr) ha denunciato pubblicamente gli sforzi del Gruppo di Minsk (Osce) che comprende Russia, Francia e Stati Uniti, volti alla risoluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh, ricorrendo così apertamente alla guerra".

Mosca esprime preoccupazione per il trasferimento verso la zona di conflitto in Nagorno Karabakh di formazioni paramilitari irregolari. L'ordine di Aliyev è stato pubblicato sul sito web presidenziale. "La mattina presto, il nemico ha ripreso l'offensiva con sistemi di artiglieria, veicoli corazzati e un lanciafiamme pesante TOS", ha detto l'addetto stampa del ministero della Difesa armeno, Shushan Stepanyan, su Facebook, precisando che le forze armate armene stanno prendendo contromisure.

Gli scontri interessano le montagne di una regione autonoma contesa. Per Hambardzumyan, il fatto che l'Azerbaigian non abbia aderito alla richiesta del segretario generale dell'Onu per un cessate il fuoco globale dopo lo scoppio della pandemia "attesta la ferma intenzione di prepararsi alla guerra". Immediatamente i separatisti armeni hanno proclamato la legge marziale e la "mobilitazione generale". La presidenza azera ha comunicato il coprifuoco nella capitale Baku e in altre città.

Sono stati almeno 30 mila i morti lasciati sul campo dalla guerra combattuta dalle due ex repubbliche sovietiche caucasiche negli anni Novanta dopo che i separatisti armeni hanno preso il controllo della regione azera del Nagorno Karabakh nel 1991.

Per gli analisti si tratta della peggior crisi armeno-azera dal 2016. Ma l'etnia armena, a maggioranza cristiana che costituisce la stragrande maggioranza della popolazione rifiuta il governo azero.

Le prime reazioni sono arrivate dai rispettivi sponsor.

"Chiediamo alla comunità internazionale di condannare fermamente l'aggressione dell'Azerbaigian e di ribadire che il conflitto non ha una soluzione militare". "L'azione militare deve cessare, con urgenza, per evitare un'ulteriore escalation" ha scritto invece il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, aggiungendo: "Un ritorno immediato ai negoziati, senza precondizioni, è l'unica via da seguire".

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