Martedì, 26 Gennaio, 2021

Patrick George Zaky arrestato e torturato in Egitto

Egitto il ricercatore dell'università di Bologna picchiato con i cavi elettrici Patrick George Zaky arrestato e torturato in Egitto
Evandro Fare | 11 Febbraio, 2020, 22:59

Infatti Patrick George Zaky è stato torturato dalle forze di sicurezza egiziana dopo il suo arresto al Cairo. Per le successive 24 ore è totalmente scomparso dai radar.

Su Zaki pendeva un mandato d'arresto da settembre 2019, ma il ragazzo a quanto pare ne era totalmente ignaro.

"Questo presidio vuole continuare ad esprimere solidarietà a Patrick - spiega ai nostri microfoni Roberta Santoriello di Link - e vuole che l'Università si esprima in modo più formale e ufficiale, facendosi anche portatrice di una denuncia contro l'Egitto e contro i crimini che il governo e il regime di Al Sisi sta commettendo nei confronti del popolo egiziano e dei diritti umani, sociali e politici".

"Stamane -prosegue il racconto- Patrick e' apparso davanti a un pubblico ministero a Mansoura, dove i pubblici ministeri hanno cominciato a interrogarlo nel tardo pomeriggio". In questa situazione di detenzione prolungata, con la scusa di condurre indagini, il rischio di tortura è elevato. A dare appuntamento oggi alle 18.00 in piazza Scaravilli, nel cuore della zona universitaria, sono Link Bologna - Studenti Indipendenti, Adi Bologna, student* di Gemma, il master frequentato da Zaki stesso, ed altre realtà cittadine. "Insieme al ministro Di Maio stiamo operando tramite i canali diplomatici per reperire informazioni certe e trasparenti e verificare la situazione in maniera accurata nel rispetto dei diritti della persona", ha dichiarato Gaetano Manfredi, ministro dell'Università e della Ricerca scientifica.

Nel comunicato pubblicato sul sito web dell'ong per cui Patrick George Zaki lavora, si raccontano le ultime ore del giovane che e' stato fermato venerdi' mattima all'aeroporto del Cairo al suo rientro dall'Italia.

Secondo fonti della Farnesina, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio segue con attenzione, attraverso l'ambasciata al Cairo, la vicenda dell'arresto dello studente egiziano che stava seguendo un master all'Università di Bologna. Anche il Miur si è attivato per cercare informazioni.

Del suo caso si è occupata Amnesty International che quando ha saputo che all'atterraggio del suo aereo si erano perse le tracce di Patrick, ha avvertito la organizzazione non governativa ECRF (Egyptian Commission for Rights and Freedoms) con cui Patrick collaborava e la sede italiana di Amnesty. Di fronte a un'attenzione che questa volta si è sollevata molto in fretta, la risposta egiziana è stata molto dura e per nulla collaborativa, riducendo questo atto a una questione interna. Lo scrivono Adi, associazione dei dottorandi e dottori di ricerca in Italia, gli studenti del Master Gemma di Bologna che Patrick frequentava, Link Coordinamento Universitario e Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni. Era partito da Bologna per trascorrere un periodo di vacanza in patria. L'ong Eipr chiede l'immediata liberazione di Patrick George Zaki e "la fine delle continue vessazioni e detenzioni arbitrarie di attivisti dei diritti umani, rappresentanti della societa' civile e giornalisti".

"Uniamo la nostra voce a quella della famiglia Regeni nel chiedere al governo di includere l'Egitto nell'elenco dei paesi non sicuri e di convocare l'ambasciatore italiano dell'Egitto in Italia", hanno detto.

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