Sabato, 23 Gennaio, 2021

Svizzera, il 62% dice sì alla legge anti-omofobia - Europa

Passa il referendum in Svizzera ora l'omofobia è reato Passa il referendum in Svizzera ora l'omofobia è reato
Evandro Fare | 11 Febbraio, 2020, 22:58

La legge svizzera ha già ufficialmente riconosciuto come reato discriminazione basata su colore della pelle, religione e etnia.

"L'approvazione popolare alla legge contro omofobia è un magnifico segnale per tutti i membri della comunità lgbt+ vittime di discriminazioni", ha riferito alla RTS Mathias Reynard, politico del PS/VS e primo firmatario della legge, aggiungendo che "l'odio non ha più posto in Svizzera".

La nuova norma era sostenuta prima di tutto dalle comunità Lgbtq, mentre sul piano politico conservatori e populisti la contrastavano paventando il rischio di "censura" e di limitazioni "alla libertà di espressione e di coscienza". La legge, approvata nel 2018, è passata ora al vaglio dei cittadini, chiamati a decidere su un allargamento del raggio d'azione della norma, che introduce esplicitamente nel Codice Penale il divieto della discriminazione basata sull'orientamento sessuale. Nel canton Vaud la percentuale - dopo lo spoglio di tre quarti delle schede - si attesta oltre l'80%. La contrarietà alla nuova norma ha vinto solo nei cantoni di Appenzell Interno (con il 54,1% di no), Uri (51,1%) e Svitto (51,7%).

"Oggi non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali ad essere rafforzati - ha dichiarato Salome Zimmermann, co-presidente dell'Organisation des lesbiennes suisses - ma quelli di tutte le minoranze".

Un referendum contro la legge, invece, era stato depositato da un comitato di rappresentanti dell'Unione democratica federale (Udf), che promuove i valori cristiani, e dalla sezione Giovani dell'Unione Democratica di Centro (UdC). Il suo partito intende battersi in futuro contro il "matrimonio per tutti" e contro l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

Verranno punite, nel dettaglio, la discriminazione in base all'orientamento sessuale e qualsiasi atteggiamento di incitamento all'odio a parole, per iscritto, immagini o gesti. Sono escluse dall'applicazione penale, però, le conversazioni familiari, tra gruppi di amici o le chiacchierate nei caffè. Quel che è invece certo è che da oggi ristoranti, alberghi, trasporti, cinema o piscino non potranno rifiutare l'accesso di qualcuno per il suo orientamento sessuale.

Nata a Viterbo nel 1992.

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