Sabato, 16 Gennaio, 2021

Grandi città d'arte non ripartono, "perse 34mln di presenze"

Città d'arte deserte centri storici senza turisti Confesercenti lancia l'allarme Città d'arte deserte centri storici senza turisti Confesercenti lancia l'allarme
Calogero Calderone | 04 Agosto, 2020, 15:40

Il 2020 sarà molto duro per il settore turistico e a soffrire particolarmente saranno le città d'arte, che rischiano una perdita complessiva di 7 mld di euro in consumi dovuta alla mancanza di 34 mln di presenze. A dare l'allarme è Confesercenti dopo aver elaborato le previsioni di Tourism economics.

Secondo le elaborazioni condotte sulla base delle previsioni di Tourism economics sull'assenza di stranieri a seguito dell'emergenza coronavirus, si stima una perdita di sette miliardi di euro di spese turistiche.

Bilancio pesante anche per Milano e Torino, dove si stimano 4 milioni e 800mila presenze in meno rispettivamente, per circa 1 miliardo complessivo di saldo negativo.

In testa a questa classifica al contrario Venezia, con la Serenissima destinata a perdere 13,2 milioni di presenze, pari a circa 3 miliardi di euro; non va meglio a Roma e a Firenze, le quali perderanno rispettivamente 9,9 e 5 milioni di turisti, equivalenti a 2,3 e 1,2 miliardi di consumi.

In questo senso Milano non fa eccezione: la contrazione di presenze turistiche nel capoluogo lombardo dovrebbe arrivare sfiorare i 4 milioni in meno con un calo dei consumi superiore ai 900 milioni di euro. Una quota destinata a non diminuire troppo fino alla fine dell'anno, visto il prolungarsi dello stato di emergenza e le incertezze complessive. A Torino, infine il calo sarà un po' più contenuto con circa 800 mila presenze in meno e 186 milioni di spese turistiche perse all'incasso. In queste cinque città, che registrano oltre 6,5 milioni di occupati totali, stimiamo un 13% di lavoratori agili, la cui assenza dai luoghi di lavoro sta causando la perdita di circa 250 milioni di euro al mese di spese per alloggio e ristorazione. Soprattutto quelli legati alla spesa turistica: "dai ristoranti ai bar, fino ai negozi dei centri storici", spiega Patrizia De Luise, presidente nazionale Confesercenti.

"E' una situazione di gravità eccezionale, che richiede misure straordinarie", conclude De Luise.

Sostiene Confesercenti: "Le zone franche dovrebbero consentire alle imprese che vi operano di godere di un sostegno speciale, sotto forma di un contributo da usare in compensazione dei versamenti tributari e contributivi. Senza un intervento, migliaia di piccole e medie imprese rischiano di saltare come birilli".

Altre Notizie