Giovedi, 29 Ottobre, 2020

Guerra su Tik Tok, la Cina accusa gli Usa di essere 'prepotenti'

Satya Nadella durante un'intervista Satya Nadella ceo di Microsoft
Evandro Fare | 05 Agosto, 2020, 10:40

La Cina ha fatto questa accusa dopo la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in cui ha parlato di dare profitti agli Stati Uniti da TickTalk. E i reporter cinesi - che Wang non ha chiarito quanti siano - potrebbero essere costretti alla partenza nei prossimi giorni.

E' recente la notizia, inizialmente inaspettata della volontà molto concreta da parte di Microsoft di acquisire la proprietà della celebre app molto popolare sopratutto tra i giovani Tik Tok, che è stata anche tra i motivi dei recenti dissidi politici tra Stati Uniti e Cina. Al di fuori di questi paesi Microsoft non potrà esercitare alcun controllo sul servizio.

Fino a questo momento l'indagine è apparsa in gran parte focalizzata sui pagamenti effettuati in vista delle elezioni presidenziali del 2016 a due donne che avevano dichiarato di aver avuto rapporti con lo stesso Trump.

Nelle ultime settimane l'amministrazione Trump aveva ripetutamente preso di mira TikTok manifestando preoccupazioni sulla privacy e la sicurezza dei suoi utenti americani, nonostante la app di video abbia un CEO americano e server negli Stati Uniti d'America. Trattative in corso con Microsoft.

Il prezzo dell'accordo è un altro capitolo cruciale dell'affare, perché la cifra sul piatto oscilla tra i 40 e i 60 miliardi di dollari, tanto che la stessa Microsoft è aperta al sostegno di altri investitori interessati ad una quota minoritaria.

Il riferimento è evidentemente alle dichiarazioni di Donald Trump. Senza di noi, come sapete, dico che è come il proprietario e l'inquilino e senza un contratto di locazione l'inquilino non ha alcuna importanza.

Il terreno su cui ByteDance e Microsoft si stanno muovendo è particolarmente sensibile per gli Usa, ma non più di quanto lo fosse quello dei dazi commerciali con cui, per 18 mesi, Washington e Pechino hanno vessato il mercato o quello delle proteste pro-democrazia di Hong Kong, per tacer della ferma condanna davanti alla violazione dei diritti umani praticata dal governo di Pechino ai danni della minoranza musulmana degli Uiguri, nella regione cinese dello Xinjian.

A fronte di quanto sta accadendo negli States è quantomai curioso che nelle ultime ore sia tornata alla ribalta lo spostamento del quartier generale di ByteDance da Pechino a Londra.

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