Martedì, 02 Marzo, 2021

Istat, Pil Italia -12,4% nel secondo trimestre, calo senza precedenti

In Germania Pil a-10,1% il peggior calo dal 1970. Per la Bce contrazione epocale Coronavirus, che schiaffo al PIL francese
Quartilla Lauricella | 03 Agosto, 2020, 15:40

Dalla tavole dell'Istat emerge che il valore del Pil nel secondo trimestre del 2020 risulta essersi ridotto di oltre 50 miliardi nel confronto con il precedente trimestre. E' in questo modo che l'Istat commenta i dati alle stime preliminari del Prodotto interno lordo. "Con il risultato del secondo trimestre il Pil fa registrare il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell'attuale serie storica". Se da un lato questo dato spaventa, dall'altro c'è una parte economica che sta crescendo e sulla quale dobbiamo edificare le basi per la ripresa del paese nel suo complesso. A frenare è il valore aggiunto di tutti i comparti, dall'industria all'agricoltura ai servizi. Secondo le stime della Commissione europea si tratterebbe della peggiore contrazione dell'Unione. Il calo del pil sarà meno pesante del previsto.

Nel frattempo il Pil italiano nel secondo trimestre 2020 crolla del 12,4% sul trimestre precedente e del 17,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Pil Italia 2020: L'economia italiana ha la febbre da Coronavirus. Se in Italia la caduta congiunturale è del 12,4%, la Francia subisce un -13,8%, la Spagna un -18,5% e la Germania un -10,1%; la media dell'Eurozona è vicina al dato italiano, cioè -12,1%.

Dal lato della domanda, vi sono ampi contributi negativi sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta.

Il noto quotidiano di finanzia spiega che a determinare il crollo del PIL italiano sono gli effetti dell'emergenza coronavirus.

Nonostante tutto, il dato sorprende in positivo gli economisti che si aspettavano una flessione più ampia, in media del 5% circa, mentre il governo stimava una contrazione del 5,5%. La variazione acquisita del Pil per il 2020 è negativa, pari a -14,3%. Tra aprile e giugno si sono infatti persi, in termini congiunturali, precisamente 50 miliardi e 289 milioni di euro.

Negli Stati americani dove le riaperture sono avvenute troppo in fretta, il contagio è aumentato, costringendo gli stessi governatori, che a inizio maggio proclamavano la fine dell'emergenza e la necessità di un ritorno ad una quasi completa normalità, a rivedere le loro posizioni e ad emettere ordinanze in cui vengono ripristinati i precedenti divieti.

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