Martedì, 01 Dicembre, 2020

Mi Chiamo Francesco Totti: la recensione del docu-film

Destino, talento, amici e nemici: il docufilm su Totti commuove Negli UCI dell'Emilia Romagna dal 19 al 21 ottobre Mi chiamo Francesco Totti
Calogero Calderone | 19 Ottobre, 2020, 19:24

Ci sono anche le panchine degli ultimi anni, il rapporto rovinato con Luciano Spalletti, l'addio al calcio con tutto uno stadio, tutta una città che invoca il suo nome.

"Credo che lui avesse voglia di raccontarsi, era maturo: io mi sono trovato al posto giusto e al momento giusto", aggiunge Infascelli, che sull'assenza del capitano alla presentazione del film, dice: "Penso che Francesco abbia sentito il desiderio che parlasse il film, perché ha detto tanto". Sullo schermo scorrono le prime immagini sulla spiaggia, ad un anno, mano nella mano con il padre, quando dà il primo calcio al pallone, poi il bambino timido che nel cortile della sua scuola tira calci al pallone, poi la scuola calcio, la Lodigiani, la prima volta a Trigoria, fino a tutti i successi con la sua Roma e con la nazionale, con l'apice dello scudetto del 2001 e la vittoria dei mondiali nel 2006.

È stato presentato sabato alla Festa del cinema di Roma -di fronte a un pubblico certamente meno numeroso di quanto sarebbe stato senza la pandemia di coronavirus- il documentario su Francesco Totti. Come un Re di Roma.

Mi chiamo Francesco Totti sarà proiettato al Gabbiano da lunedì 19 a mercoledì 21 ottobre (lunedì con doppio spettacolo, sia alle ore 18:30 che alle 21:15, mentre martedì sarà in serata e mercoledì solo nella fascia pomeridiana).

È così che tra momenti calcistici importanti, ricordi e scene più intime, Francesco racconta se stesso come uomo e come calciatore, divenuto uno dei simboli iconici della sua squadra. Una riflessione ad alta voce, un narratore esterno che è, però, quel campione che vediamo scorrere nella pellicola, mai inquadrato per lasciare tutto come un ricordo delle imprese affrontate, delle carezze ricevute e date, come una novella che è bello sentir raccontare e che trae la propria linfa dalla spontaneità del suo personaggio principale. Questo non è un documentario indagine, è un film che racconta la storia di una persona che si racconta ed emoziona perché è lui che si emoziona raccontandocela.

Francesco Totti e Alex Infascelli come Demi Moore e Patrick Swayze in "Ghost". Anche lo storico capitano della Roma doveva essere presente alla prima del film, ma ha annullato la sua presenza in seguito alla perdita di papà Enzo. Quello di un calciatore che ha stupito il mondo con le sue giocate.

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