Mercoledì, 02 Dicembre, 2020

Covid Lazio: Tar, no ai medici di base per assistenza domiciliare

Covid Lazio Tar no ai medici di base per assistenza domiciliare Tar del Lazio: «Stop a visite a domicilio di malati covid per medici di base»
Moreno Priola | 18 Novembre, 2020, 19:23

"L'affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid risulta in contrasto" con i decreti legge varati nello scorso marzo, nella 'fase 1′ di emergenza sanitaria.

Ancora, riporta la sentenza riferendo quanto sostenuto dai ricorrenti, i medici di medicina generale "gravati di compiti del tutto avulsi dal loro ruolo all'interno del Ssr, vengono pericolosamente distratti e di fatto sollevati dal loro precipuo compito che è quello di prestare l'assistenza ordinaria, a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da..."

In particolare, il Tar ha osservato che l'art 8, c. 1, D.L. n. 14/2020, statuisce che "Al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l'attività assistenziale ordinaria, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano istituiscono, entro dieci giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, presso una sede di continuità assistenziale già esistente una unità speciale ogni 50.000 abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero (...)". Per l'effetto, nel prevedere che le Regioni "istituiscono" una unità speciale "per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero", tale disposizione rende illegittima l'attribuzione di tale compito ai MMG, che per l'effetto dovrebbero occuparsi soltanto dell'assistenza domiciliare ordinaria (non Covid).

L'indagine realizzata dal Codacons ha verificato la disponibilità da parte dei medici di famiglia in una situazione di emergenza come quella attraversata dal nostro Paese. La sentenza del Tar, che rispettiamo, non tiene conto di un quadro di forte evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale nel contrasto alla pandemia ed arriva dopo 8 mesi dalle modalità organizzative messe in atto che finora hanno consentito di essere nella cosiddetta zona 'gialla'.

Al contrario, secondo le determine della Regione Lazio contemplano come meramente "eventuale" l'intervento di assistenza domiciliare delle Uscar laziali. Nel Lazio vi sono oltre 60 mila persone in isolamento domiciliare ed è tecnicamente impossibile gestirle unicamente con le USCA-R. I dottori di medicina generale, che lavorano spesso senza protezioni, quando si ammalano lasciano gli ambulatori scoperti e a volte non si riescono a trovare sostituti: chi rimane deve svolgere anche il lavoro degli altri.

Il Tar del Lazio ha parzialmente accolto il ricorso del Sindacato Medici Italiani sull'assistenza domiciliare ai pazienti Covid.

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