Mercoledì, 02 Dicembre, 2020

VIDEO Corona commosso da Giletti (Non è L’Arena)

Fabrizio Corona Fabrizio Coron: “Elisabetta Gregoraci aveva un contratto con Matteo Cambi, poi incontrò Briatore”
Calogero Calderone | 19 Novembre, 2020, 23:04

Un titolo decisamente pretenzioso, se non fosse un segno tangibile della cifra con cui Corona si presenta in qualità di personaggio pubblico.

Nella scorsa puntata di "Non è l'Arena" Fabrizio Corona non ha deluso i telespettatori e ha sganciato le sue bombe di gossip destinate, come al solito, a far discutere molto. "Con il mio lavoro ho scardinato il potere, la politica". "Poi sbagliato o giusto che sia, anche a me non frega di quello che dicono". Siamo in democrazia e mi prendo la liberta di esprimere perplessità sul fatto che la Regione metta nero su bianco che in Campania la Asl effettua i tamponi il giorno successivo alla segnalazione del contagio. Tra questi Gianluca Vacchi e Flavio Briatore, che lui descrive come "il nulla assoluto". A me spiace quando inviti Briatore a dire la sua nelle questioni politiche. In collegamento da casa nella trasmissione Non è l'arena di Massimo Giletti, Corona rilascia pesanti dichiarazioni riguardo l'imprenditore, ex marito di Elisabetta Gregoraci, ora concorrente al Gf Vip 5. "Io sono Dio", sua ultima perla, è sicuramente una frase lanciata come una provocazione, ma molto spesso queste "uscite" non restituiscono a Corona ciò che merita. Lui la portò fuori a cena e purtroppo nel giro di poco tempo scoprì di avere un tumore. Per concludere Corona commenta la loro relazione con poche ma esaustive parole: "Come ho detto, Briatore è passato da Portocervo con l'élite imprenditoriale all'andare con la sua barca in Calabria, con la famiglia Gregoraci, la lasagna e la pasta al forno". Dopo la notizia della positività al Covid19 e lo scandalo delle telefonate violente, poi smentito, con la ex moglie Nina Moric, Fabrizio Corona spara a zero su Flavio Briatore. Anni d'oro cui è seguito un periodo estremamente complicato, visto che, dopo varie accuse tra cui quella di bancarotta fraudolenta, patteggiò 4 anni di condanna da scontare agli arresti domiciliari, affidato in comunità per problemi di droga e alcol.

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