Sabato, 16 Gennaio, 2021

"Covid nei surgelati, non è partito da Wuhan". La Cina insiste

Covid a Wuhan «Covid nei surgelati, non è partito da Wuhan». La Cina insiste
Evandro Fare | 02 Dicembre, 2020, 15:51

La Cina ha più volte negato le accuse di poca trasparenza e difeso la sua risposta all'emergenza. La data del primo dicembre, riferita alla comparsa dei sintomi, è stata individuata il 24 gennaio 2020 in uno studio retrospettivo pubblicato dalla rivista The Lancet.

Tra i casi citati vi sono i dati resi noti il 10 febbraio scorso, il giorno in cui il presidente Xi Jinping si rivolse per la prima volta allo staff sanitario degli ospedali di Wuhan per incoraggiarlo nella battaglia contro il virus.

Secondo quanto emerge dalle 117 pagine di documenti provenienti dal Centro per il controllo delle malattie della provincia di Hubei, dove il Covid-19 cominciò a diffondersi alla fine del 2019, "le autorità cinesi fornirono al mondo dati più ottimistici rispetto a quelli di cui erano in possesso". I documenti - "presi insieme, costituiscono la più significativa fuoriuscita di informazioni dalla Cina dall'inizio della pandemia" - non forniscono la prova di un deliberato tentativo di offuscare i dati, ma rivelano numerose discrepanze tra ciò che le autorità credevano sarebbe accaduto e ciò che rivelarono al pubblico. Restano poco chiari, sottolinea la Cnn, l'impatto o le relazioni con l'epidemia di Covid-19.

Oggi, secondo l'agenzia ufficiale cinese Xinhua, la Commissione sanitaria nazionale ha confermato quattro casi di trasmissione locale del coronavirus nella Mongolia Interna (che portano il bollettino ufficiale a 86.542 contagi con 4.634 decessi) e otto casi "importati" (per un totale di 3.866). Gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di casi e vittime.

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