Sabato, 23 Gennaio, 2021

Infermiera morta dopo il vaccino: "Nessun collegamento con l'iniezione"

Covid, infermiera portoghese muore due giorni dopo il vaccino 15.378 nuovi casi e 649 decessi: infermiera muore dopo 48 ore dal vaccino
Moreno Priola | 08 Gennaio, 2021, 20:36

"Mia figlia non aveva alcun problema di salute", ha detto allo stesso quotidiano portoghese il padre della donna, Abilio Azevedo, invocando "risposte" sul decesso dell'operatrice sanitaria 41enne. In queste ore si è in attesa dell'autopsia sul corpo della donna, dato che, apparentemente, non aveva manifestato alcun effetto collaterale dopo l'inoculazione del farmaco.

La notizia del decesso dell'infermiera portoghese era subito rimbalzata tra gli ambienti negazionisti e no-vax, ed è stata ripresa da alcune testate in tutto il mondo in articoli che correlavano implicitamente la morte della signora Azevedo alla somministrazione del vaccino Pfizer-BionTech: tra queste Russia Today, il sito d'informazione indiano Wion e il tabloid inglese Daily Mail.

Sonia lascia due bambini piccoli.

La donna lavorava da 10 anni presso il reparto di pediatria dell'Istituto nazionale di Oncologia (IPO) di Porto, e la sua morte aveva procurato forti preoccupazioni in Portogallo, tanto che il governo ha dovuto provvedere a fare chiarezza come richiesto dalla famiglia della donna, mamma di due figli. Viveva, insieme con i suoi familiari, non lontano da Porto, nella cittadina di Maia. Naturalmente, anche il Ministero della Salute lusitano è stato informato dell'accaduto e sta seguendo con attenzione gli sviluppi della vicenda. Poco prima di morire, la donna aveva annunciato con soddisfazione sui social di essersi vaccinata. Nelle prossime ore verrà effettuato sul suo corpo l'esame autoptico per ricostruire le cause esatte del decesso. Come ha puntualizzato il virologo dell'Universita di Milano Fabrizio Pregliasco, l'infermiera potrebbe essere morta per qualunque altro motivo: "Una situazione del genere può capitare, una coincidenza". Le regioni più avanti per il momento sono il Lazio e l'Emilia Romagna che hanno già somministrato il 50% delle dosi ricevute.

Il 30 dicembre era stata sottoposta al vaccino assieme ad altri 538 dipendenti dello stesso nosocomio.

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