Sabato, 23 Gennaio, 2021

Riapertura scuola, Azzolina: "La DaD non può più funzionare"

Genitori Si Dad: rientro a scuola rischioso per i nostri figli Riapertura scuole, Azzolina: “Perché i ragazzi possono uscire per l’aperitivo e non possono andare a scuola?
Evandro Fare | 12 Gennaio, 2021, 09:30

I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.

L'11 gennaio 2021 sarebbe stato il giorno del grande ritorno a scuola. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Meno 33 per cento degli apprendimenti attesi in matematica e meno 13 per cento in lettura, che diventano rispettivamente meno 41 e meno 23 nelle scuole dove c'è una maggioranza di studenti di colore (ispanici o neri).

"Se siamo in questa situazione difficile è perché il Governo e la ministra Azzolina innanzitutto non hanno voluto prendere in considerazione nessuna delle proposte che erano state formulate già nel mese di giugno dai sindacati di base che erano stati ricevuti dal presidente Giuseppe Conte e da diversi Ministri": lo sostiene Stefano d'Errico, segretario nazionale dell'Unicobas che ripropone una sintesi delle soluzioni prospettate a suo tempo. E aggiunge poi capire la rabbia degli studenti per il mancato rientro in aula: "Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità". Si fa l'errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. "Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c'è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica".

"Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito - ha aggiunto -". Secondo un report pubblicato da McKinsey a dicembre, se la chiusura delle scuole dovesse prolungarsi fino alla fine dell'anno gli alunni americani rischiano di accumulare un ritardo complessivo di 9 mesi che diventano 12 per i bimbi afroamericani e latinos. Se le regioni e il governo, sprofondati in una violenta crisi politica che sta facendo a pezzi il diritto costituzionale allo studio, non sono capaci di organizzare il rientro a.

La ministra pentastellata vuole mostrarsi dalla parte dalla parte degli studenti che da Nord a Sud stanno oggi protestando, perché si sentono, giustamente, presi in giro e abbandonati.

Nonostante ciò, molti esponenti del governo si ritengono scettici nella riapertura delle scuole, soprattutto quelle superiori perché, ricordiamo, nelle regioni gialle materne, elementari e medie sono in presenza.

Nella maggior parte dei Paesi la curva di contagio non migliora e le campagne di vaccinazione procedono ad un ritmo piu' lento del previsto.

L'Azzolina poi si è pronunciata anche sugli scioperi indetti dagli studenti proprio contro la chiusura delle scuole, dicendo di comprendere le loro ragioni e la loro rabbia.

Infine, parlando del Recovery, Azzolina spiega che "è un'occasione storica per il nostro Paese e per la scuola ancor di più sulla quale abbiamo più di 27 miliardi: parte anche sull'edilizia scolastica, costruzione di nuove scuole e sull'efficientamento energetico, la digitalizzazione". "Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista".

Ma anche tra chi la scuola è chiamato a viverla quotidianamente, regna l'incertezza: studenti, docenti e dirigenti sono infatti divisi sull'opportunità di tornare sui banchi. Sarà ancora sicura la scuola per Azzolina?

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