Venerdì, 23 Aprile, 2021

Trump: anche Xiaomi in blacklist. Ban all'azienda cinese di telefonia mobile

Trump inserisce anche Xiaomi nella «lista nera» degli Stati Uniti: «Società militare comunista cinese» L'amministrazione Trump aggiunge anche Xiaomi alla lista nera
Bortolo Musarra | 16 Gennaio, 2021, 18:31

Trump mette Xiaomi in blacklist. Donald Trump, tuttavia, non vuole trascorrere i suoi ultimi giorni alla Casa Bianca con le mani in mano. Almeno secondo le disposizioni del momento, le aziende americane potranno ancora collaborare con Xiaomi appunto.

Inevitabile il tonfo del titolo Xiaomi alla borsa di Hong Kong.

Per quanto riguarda le principali caratteristiche di Xiaomi Mi 11 Pro, sulla base delle voci che si sono susseguite fino a questo momento non dovrebbero mancare un display OLED da 6,81 pollici con risoluzione Quad HD+, refresh rate a 120 Hz e touch sampling rate a 480 Hz, un processore Qualcomm Snapdragon 888, il supporto alla connettività 5G ed una super fotocamera, posizionata in un imponente modulo rettangolare (con una lente periscopica con zoom ottico 10x e zoom ibrido 120x). Ricordiamo che il ban a Huawei ha portato al ritiro delle licenze Android e alla conseguente necessità da parte dell'azienda di creare un sistema operativo proprietario.

In una nota del Dipartimento della Difesa USA, l'azienda con sede a Pechino è stata definita una "società militare comunista cinese".

Cosa cambia per l'azienda e gli investitori?

Nel frattempo la reazione di Xiaomi è arrivata, ma la cinese prende tempo: "Come azienda rispettiamo sempre le leggi e operiamo in accordo con le leggi e i regolamenti delle giurisdizioni dove facciamo affari". L'azienda ribadisce che non è di proprietà, controllata o affiliata all'Esercito cinese, né ricade nella definizione di "Azienda Comunista Militare Cinese" come definito dalla NDAA.

Xiaomi ha aggiunto che "intraprenderà azioni appropriate" per proteggere gli interessi dell'azienda e dei suoi azionisti. La stesura è però iniziata con netto ritardo e si è adeguata alle direttive solo quest'anno, con l'inserimento nella lista di potenziali pericoli di diverse società impegnate in vari settori, come il produttore di semiconduttori SMIC, il gigante petrolifero CNOOC, la Construction Technology Co Ltd e la China International Engineering Consulting Corp, queste ultime in effetti particolarmente vicine al regime di Xi Jinping.

Il ban di Trump a Xiaomi sembra piuttosto l'epilogo coerente di una presidenza muscolare, spesso giocata più sul terreno dell'istinto che in quello della strategia a lungo termine. Inoltre gli atteggiamenti e le decisioni del presidente uscente, spesso eccessivi, hanno avuto le drammatiche conseguenze che pochi giorni fa sono state sotto gli occhi degli spettatori di tutto il mondo.

Altre Notizie