Sabato, 23 Gennaio, 2021

Usa: anche Amazon e Google rimuovono Parler

La mossa di Trump si sposta su Parler il twitter Âsenza controlli Scacco al social network più amato dagli estremisti filo Trump: Apple, Google e Amazon bloccano Parler
Bortolo Musarra | 11 Gennaio, 2021, 15:41

Parler è un social media molto usato dai sostenitori di Donald Trump dopo le misure restrittive di Twitter e Facebook, finita più volte al centro delle polemiche per la propagazione di fake news.

Una di queste é proprio Parler, social che l'azienda di Cupertino ha deciso di depennare dall'App Store nella speranza di recidere il preoccupante tam-tam complottistico che vedrebbe il presidente eletto Joe Biden come un usurpatore controllato dai poteri occulti. La decisione è legata al fatto che Parler non ha preso le misure necessari affrontare i discorsi di odio e violenza.

Alla luce delle nuove evoluzioni politiche statunitensi, Apple decide di sospendere dal suo shop Parler, social popolare nell'estrema destra.

Abbiamo sempre supportato la rappresentanza di vari punti di vista, sull'App Store, tuttavia non v'é posto sulla nostra piattaforma per le minacce di violenza e di attività illegali.

Gli utenti di Parler, in gran parte esponenti della cosiddetta alt-right, hanno contestato immediatamente la decisione, accusando Apple di essere l'ennesima Big Tech dalle tendenze totalitarie. "Apple, Google e il resto del gruppo anticoncorrenziale dei grandi tiranni tecnologici coordinano le loro mosse e lavorano insieme per soffocare la concorrenza sul mercato", ha dichiarato Matze aggiungendo che il social è cresciuto "troppo e troppo velocemente". Amazon ha sospeso l'hosting al servizio e questo, secondo sempre il CEO Matze, farà andare il sito offline per al massimo una settimana, tempo utile per spostarsi su un altro servizio. In un tweet pubblicato sabato 9 gennaio, il gruppo di pressione indicato come "Amazon Employees for Climate Justice", ha riferito che l'azienda dovrebbe negare i suoi servizi a Parler "fino a quando non rimuoverà i post che incitano alla violenza", inclusi quelli dell'insediamento del presidente.

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