Mercoledì, 23 Giugno, 2021

Attanasio e Iacovacci, l'autopsia: uccisi in una sparatoria, non in una esecuzione

In Congo non è stata un’esecuzione, Attanasio e Iacovacci sono morti nello scontro a fuoco: il primo punto fermo dall’autopsia Congo, arriva l’autopsia di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci
Calogero Calderone | 26 Febbraio, 2021, 13:58

L'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci non sono state vittime di un'esecuzione. E' quanto emerge dall'autopsia sui corpi dei due servitori dello Stato, eseguita oggi al Policlinico Gemelli su disposizioni della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per chiarire quanto accaduto lunedì mattina in Congo, quando il convoglio sul quale viaggiavano, nel Nord Kivu, è stato assalito da un gruppo armato. Sono quattro, i colpi che hanno ucciso l'ambasciatore e il carabiniere, raggiunti da due proiettili ciascuno ciascuno. Domani si svolgeranno i funerali di Stato nella basilica di Santa Maria degli Angeli, poi i feretri partiranno per i loro comuni di origine: Attanasio a Limbiate, Iacovacci a Sonnino. Il carabiniere Vittorio Iacovacci è stato invece colpito sul fianco e alla base del collo con un proiettile di un AK47, un Kalasnikov. L'ambasciatore è stato raggiunto da colpi all'addome: l'esame ha individuato sia il foro di entrata che quello di uscita. La Procura ha comunque disposto esami balistici. Venerdì verrà allestita la camera ardente dalle 10 alle 19 presso il palazzo comunale mentre sabato sono previste le esequie al campo sportivo della cittadina brianzola dove risiedono i genitori.

Nel frattempo, dopo la morte di Attanasio, "tutti i diplomatici presenti sul territorio nazionale" in Congo "sono obbligati a segnalare al governo qualsiasi spostamento all'interno del Paese": è quanto dispone la presidenza della Rdc dandone notizia in una nota ufficiale dopo una riunione di ieri sotto la guida del capo di Stato Felix Tshisekedi.

I primi risultati autoptici avvalorano dunque l'ipotesi di un tentativo di sequestro finito male - e non di un attacco mirato ad uccidere - mandato all'aria dall'arrivo inatteso dei ranger. Dalle prime indagini emerge che probabilmente il commando voleva portare a termine un sequestro lampo, ma qualcosa è andato storto ed è iniziata la sparatoria che è costata la vita all'ambasciatore e al carabiniere.

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