Mercoledì, 23 Giugno, 2021

Congo, l'arrivo delle salme di Attanasio e Iacovacci

Attacco a convoglio Onu in Congo: ucciso ambasciatore italiano Cosa sappiamo dell’attacco nella Repubblica Democratica del Congo
Bortolo Musarra | 26 Febbraio, 2021, 14:09

Le recriminazioni sono inutili e forse prive di senso.

Ai carabinieri del Ros inviati in Congo per le indagini legate all'omicidio di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci spetta ora il compito di acquisire i verbali delle testimonianze di ieri e di verificare quali siano state le armi usate dai ranger che sono intervenuti durante il tentativo di sequestro nel quale sono stati uccisi l'ambasciatore e il carabiniere, oltre al loro autista. Basti pensare che tra le vittime dell'attentato di Nassiriya ci furono carabinieri appartenenti alla stessa Brigata del carabiniere Vittorio Iacovacci.

6 persone avrebbero teso un agguato al convoglio, uccidendo subito l'autista, per poi portare nella foresta Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, assieme al resto delle persone. Mani da uomo o anche mani da bambino. In un Paese destabilizzato da anni di guerra civile questa attività ha portato alla creazione di milizie legate ai signori della guerra e finanziate sottobanco dalle imprese straniere di export, che hanno occupato militarmente le aree più remunerative, combattendosi a vicenda, schiavizzando i minatori e vessando le popolazioni locali.

Il Congo è anche questo. I sette sono partiti da Goma verso le 9 di mattina e verso le 10:15 i due veicoli sono stati fermati da un gruppo armato. Molto attento alla cooperazione e agli aiuti umanitari, nel 2020 aveva ricevuto insieme alla moglie Zakia Seddiki, di origini marocchine, il premio internazionale Nassiriya per la pace, organizzato dall'associazione culturale Elaia. "Questa zona è sotto l'influenza delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda - fa sapere il governatore locale della provincia del North Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, in un'intervista a Repubblica - Vivono nella boscaglia".

Ad accogliere sulla pista i due feretri un picchetto militare interforze, composto anche da carabinieri del tredicesimo reggimento Friuli Venezia Giulia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell'Arma, di cui Iacovacci era componente. Le guardie hanno incrementato di recente la propria collaborazione con l'esercito congolese, promuovendo operazioni congiunte e condividendo informazioni d'intelligence. A sostegno di questa ipotesi c'è anche la testimonianza di un sopravvissuto. Il piccolo comune lombardo ha deciso di intitolare ad Attanasio anche una struttura.

I confini condivisi tra Congo, Uganda e Ruanda rendono infatti sempre più facili le incursioni di bande armate e specializzate in assalti. È quanto si legge in un loro comunicato, in cui "condannano con forza" l'attacco e "respingono categoricamente" le accuse delle autorità di Kinshasa, dichiarando "di non essere per nulla implicati" nella vicenda e "chiedendo alle autorità congolesi e Monusco di far luce sulle responsabilità di questo ignobile assassinio".

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