Lunedi, 02 Agosto, 2021

Covid: in Sicilia 1.301 e 24 morti

Arriva la primavera e anche i primi roghi ma chi proteggerà i boschi siciliani Inchiesta sui dati Covid in Sicilia, revocati i tre arresti domiciliari
Moreno Priola | 20 Aprile, 2021, 09:20

L'inchiesta sui 'dati falsi',che avrebbero tenuto una Sicilia da zona rossa in zona arancione, era stata avviata dalla Procura della Repubblica di Trapani, perché l'indagine nasceva da accertamenti in un laboratorio di analisi della provincia.

In isolamento domiciliare ci sono 24.072 pazienti.

Tornano in libertà Letizia Di Liberti, dirigente della Regione siciliana, Salvatore Cusimano funzionario dell'assessorato regionale alla Salute, e Emilio Madonia, il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati, indagati nell'ambito di una inchiesta sui dati falsi sull'andamento della pandemia comunicati all'Istituto Superiore di Sanità. La Procura di Palermo, a cui i pm di Trapani che hanno avviato l'inchiesta ha trasmesso gli atti, ha eliminato dalla contestazione la parte relativa alle false dichiarazioni sui decessi. I due funzionari della Regione sono stati sospesi per un anno dal servizio.

"La Procura di Palermo - ha detto l'avvocato Paolo Starvaggi, legale, insieme a Fabrizio Biondo, della dirigente regionale Maria Grazia Di Liberti - ha recepito solo in parte l'ipotesi accusatoria della Procura di Trapani e, anche alla luce, degli ulteriori accertamenti effettuati, ha formulato solo 7 dei 36 precedenti capi d'imputazione, stralciando i capi 1 e 10 e tutti quelli riguardanti la falsificazione dei bollettini giornalieri".

"A prescindere dalla reale finalizzazione di tali continue falsificazioni sui dati aggregati rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi di carattere politico o economico che allo stato emerge e che merita senz'altro un doveroso approfondimento investigativo, gli atti di indagine svelano uno scenario desolante, in cui con assoluta superficialità e con un'approssimazione ben lontana dagli standards di professionalità richiesti per l'elaborazione di dati corretti e "di qualità", venivano gestiti dati tanto significativi per il monitoraggio della pandemia", ha scritto il gip di Palermo, Cristina Lo Bue, nell'ordinanza con cui ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti dei tre indagati. Il quadro accusatorio è fortemente ridimensionato.

La Di Liberti è stata interrogata a Palermo qualche giorno fa, ha ribadito che non vi era alcuna volontà di "truccare" i dati per evitare provvedimenti di restrizione, visto che lo stesso assessorato regionale ha sempre preferito le chiusure in via preventiva, in presenza di trend preoccupanti, anche quando i dati non lo richiedevano ancora.

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