Sabato, 25 Settembre, 2021

"Il ddl Zan viola il Concordato". Mossa senza precedenti del Vaticano

Ddl Zan cosa davvero divide i due fronti Formale richiesta del Vaticano all'Italia contro il ddl Zan. I dettagli
Evandro Fare | 22 Giugno, 2021, 14:36

"Per la prima volta nella storia il Vaticano prende carta e penna e scrive all'ambasciatore italiano per lamentare il grave pericolo che una proposta di legge in esame alle camere possa violare il Concordato", scrive su Facebook, il senatore della Lega, membro della Commissione Giustizia del Senato, ricordando "il duro lavoro di questi mesi, la puntuale e paziente informazione, la posizione ferma tenuta in commissione giustizia e sulla stampa dalla Lega e la marea di insulti che mi sono personalmente preso per le nostre dichiarazioni contro la legge sull'omofobia ora assumono una luce completamente nuova".

Secondo la Segreteria di Stato del Vaticano il ddl Zan violerebbe in "alcuni contenuti l'accordo di revisione del Concordato".

C'è addirittura di chi parla di un atto "senza precedenti", mentre altri commentatori, più pessimistici, parlano di una mossa sì opportuna ma tardiva, che arriva cioè quando i buoi sono già scappati. Cinque giorni fa - lo scorso 17 giugno - Gallagher ha consegnato al primo consigliere dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede una "nota verbale". A rivelarlo è il Corriere della Sera nell'edizione odierna.

L'intervento del ministro degli Esteri vaticano è poi significativo sotto un secondo profilo, che non va trascurato: quello di una sincera vicinanza agli oppositori del ddl Zan. "Mai, infatti, la Chiesa era intervenuta nell'iter di approvazione di una legge italiana, esercitando le facoltà previste dai Patti Lateranensi (e dalle loro successive modificazioni, come in questo caso)". Il comma 1 dell'articolo 2 dei Patti Lateranensi afferma: "La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione". Si tratta di regole che assicurano alla Chiesa "libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale" e garantiscono "ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".

Il timore del Vaticano riguarda sicuramente la "libertà di organizzazione" e la "libertà di organizzazione" per le comunità cattoliche. E che, attraverso monsignor Gallagher, la Chiesa avrebbe ufficialmente notificato al governo italiano. Al centro c'è soprattutto la libertà di educazione. Gli istituti cattolici, dunque, sarebbero costretti a insegnare principi contrari alla propria etica. A caldo il segretario del Pd, Enrico Letta, ha dichiarato: "Critiche dal Vaticano?".

Basti pensare che, se fino a non molto tempo addietro, la legge arcobaleno pareva sgradita solo ai cattolici - per di più, ai soli cattolici conservatori -, oggi sappiamo che quella norma fa arricciare il naso a tanti giuristi di prim'ordine, inquieta molto le femministe, dispiace a non pochi attivisti Lgbt, insomma entusiasma davvero solo una parte politica e associazionistica, per quanto assai potente e sostenuta dai più seguiti influencer. "Siamo pronti a guardare i nodi giuridici ma sosteniamo l'impianto della legge che è una legge di civiltà".

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